|
L’opera ritrae di mezzo profilo un uomo dal volto in parte
coperto da una lunga barba bianca; sebbene anziano, mostra una pelle
liscia e rosea, lo sguardo stanco ma profondo.
Indossa un cappello a falda larga e una cappa di panno con
un grande collo, entrambi neri, che conferiscono al soggetto grande
imponenza.
E’ il primo ritratto ufficiale eseguito da G. Gabbiani “dal
vero” come sottolinea il pittore stesso all’atto della donazione;
il giovane artista, di soli 18 anni, si attiene strettamente ai
dettami classici del suo maestro Giovanni Battista Calò*.
Curato nei particolari, quasi minuzioso nel rendere con delle
svirgolettate di colore la lunga barba dell’Isnardi, personalità
di cui non conosciamo l’attività, gioca su toni scuri nel resto
del dipinto, facendo in modo che quel particolare luminoso sia la
sintesi della personalità dell’uomo, molto probabilmente un amico
di famiglia, di certo di alto rango e cultura.
*Giovanni Battista Calò (Barletta 1832 - 1895)
Di salute cagionevole, dopo gli studi all’Istituto di Belle
Arti di Napoli dove frequenta i corsi di Giuseppe Mancinelli, è
costretto a ritornare nella sua città natale dove insegnerà disegno
nella scuola tecnica locale e dove la sua rilevante capacità didattica
darà vigore all’ottima predisposizione dei suoi allievi G. De Nittis,
Vincenzo De Stefano, Raffaele Girondi e lo stesso Gabbiani.
I suoi dipinti, raccolti nel museo di Barletta, Zampognaro e figlia del 1859/60 e
Autoritratto del 1858 sono caratterizzati
da una notevole propensione per il disegno e la resa plastica delle
figure, elementi stilistici che lo renderanno perciò maggiormente
stimato come ritrattista di elevata qualità (a Barletta sono conservati
sette suoi ritratti) che come paesaggista; tematica, quella del
paesaggio, da lui solo sfiorata (si ricorda la Veduta del ponte vecchio sull’Ofanto,
di notevole resa prospettica) e tuttalpiù usata come sfondo per
raffigurazioni più complesse (v. la rappresentazione di una scena
della Disfida per il Sipario del Teatro
Curci di Barletta).
cfr. Christine Farese Sperken, La pittura dell’Ottocento in Puglia - I protagonisti, le opere, i luoghi,
Mario Adda Editore, Bari 1996, pp. 34,186.
|