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Nell’opera è raffigurato un giovane dal volto scarno, rivolto
a tre quarti a sinistra.
Le labbra sottili sono incorniciate da barba e pizzetto,
il naso leggermente ricurvo è pronunciato, gli occhi vicini e spenti.
Calza un cappello a falda corta, marrone, da cui sporgono i capelli
mossi e bruni; indossa un giacchino verde con scollo rotondo, chiuso
da un piccolo bottone chiaro, da cui emerge un lungo e candido colletto
a punta.
L’olio, come il ritratto dell’Isnardi (N. 1) è un’opera giovanile,
legata al tirocinio presso il maestro G. B. Calò*: a dimostrazione
vi è un’iscrizione apposta sul retro che fa derivare l’ispirazione
proprio ad uno schizzo realizzato dal suo professore.
La composizione è semplice ed accademica, piatta nella stesura
del colore, usato quasi mai puro e perciò spento, e meno incisiva
rispetto ad altri ritratti, il tutto derivato probabilmente dalla
immaturità e mancanza di originalità nell’ispirazione.
* Riguardo la personalità del Calò, cfr. S.N. 1
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