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Vi è ritratto, leggermente rivolto a tre quarti, un giovane
uomo stempiato, con lunghe basette nere che seguono i contorni del
viso. Le labbra accennano un sorriso quasi impercettibile, il naso
è dritto, gli occhi grandi incorniciati da leggeri occhialini dalla
forma ovale.
L’abbigliamento è lussuoso e curato: ne sono indice il piccolo
colletto candido inamidato orizzontalmente e il foulard rosso bordeaux,
che sporgono frivoli dalla giacca.
L’aria da professore ha ceduto in questo ritratto il passo
all’artista, ad una personalità sicuramente alla moda. Gabbiani
non mostra riverenza come nella raffigurazione dell’Isnardi (S.N.
1) ma simpatia, e sebbene anche questo ritratto sia ispirato ad
uno schizzo del Calò* medesimo, lo arricchisce di calore con l’uso
di tinte calde e di uno sfondo melange,
dando come punto di forza quel sorriso appena accennato, che si
coglie e non si coglie, indice di affetto oltre che di ammirazione
nei confronti del maestro.
* cfr. S.N. 1
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