|
E’ ritratta una giovane signora a mezzo busto; i capelli
bruni trattenuti in alto da alcuni fermagli le incorniciano il volto
ovale, il naso è pronunciato ma sottile, le labbra irregolari, il
superiore più carnoso dell’inferiore; lo sguardo assorto nel vuoto
è malinconico. Indossa un abito invernale color vinaccia ricamato
in beige sulla pettorina; il collo a pistagnina è stretto da una
spilla rotonda.
Il ritratto non è degno di nota se non per l’affezione mostrata
dal soggetto scelto: da come si deduce dall’analogia con il ritratto
eseguito a pastello monocromo pressocché identico del 1887 (S.N. 50) vi è raffigurata
la “nobile e leggiadra”
* moglie del pittore, Maria Parrilli, sposata il 22 novembre del
1886, morta prematura al parto del loro primo figlio un anno dopo
le nozze.
Statico e convenzionale ha come unico motivo di interesse
il sentimento espresso dallo sguardo della donna, con le sopracciglia
che tendono a corrucciarsi in un atteggiamento di mestizia e riserbo:
così doveva ricordarla l’artista che realizzò il dipinto subito
dopo l’immatura dipartita che come egli stesso scrive
“lo accasciò nello spirito” alla giovane età di 25 anni, trauma
da cui si riprese solo dopo un viaggio a Garessio nel 1895. **
*/**cfr. Echi e Commenti, p. 137
|