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Nell’olio è raffigurata frontalmente una giovane donna con
i voluminosi capelli bruni raccolti a chinion sulla sommità del capo, trattenuti
da un fermaglio gioiello in brillanti, a forma di corona; il viso
ovale e paffuto, ornato da orecchini a cerchio con pendenti, è inclinato
alla sua destra in un atteggiamento dolce e familiare, le spalle
sono avvolte in ricco scialle giallo paglierino da cui si scorge
una collana a grani tondi di grandi dimensioni.
La modista, chiamata
da lui “Musette” e sua modella preferita, è qui raffigurata nel
dipinto forse più apprezzato dai contemporanei del Gabbiani, il
più noto di una serie di ritratti in cui la giovane donna assume
trasformazioni diverse: personificherà se stessa in déshabillé in Dolce abbandono (S. N. 11), sarà informale in A cchiù bella nenna ‘e Piedigrotta (S.N.16), eccentricamente abbigliata in Nenna (S.N.15), travestita da sciantosa in Sempe Nannina so! (S.N. 13).
Lo stile dell’olio è più personale che nei ritratti precedentemente
presi in esame e si avvicina, specie nella trattazione del fondo
verde, ai dipinti di tema paesaggistico raffiguranti diversi spunti
tratti dalla zona di Torre
del Greco, dove il pittore Gabbiani soggiornava per buona parte
dell’anno (risiedeva a Napoli dal 1 dicembre al 31 luglio e a Barletta
dal 1 agosto al 30 novembre).
Si tratta di un dipinto certamente più meditato: quell’inclinazione
del capo, che si apprezza in altre rappresentazioni spesso forzata,
è nell’olio in questione più equilibrata, più naturale, così come
la modulazione dei toni, privi di contrasti netti o troppo spenti,
spesso dovuti all’eccessiva mescolanza dei colori.
La qualità dell’opera perciò convalida il successo che questa
ottenne nell’ambito dei gusti più commerciali quali erano quelli
dei frequentatori della Galleria Colonna o delle Esposizioni Universali,
dove spesso ad ottenere meriti erano le opere in cui era più facile
riconoscersi o che stilisticamente non uscivano da schemi già rodati;
successo di pubblico confermato dal contemporaneo negoziante d’arte
Luigi Lamberti, come riportato in “Echi e Commenti”, che affermerà:
“Il risultato della vendita delle vostre
belle opere attesta la vostra indiscussa valentia”.
E davvero numerose furono le testimonianze di affetto espresse
nei telegrammi e lettere ricevute dal Gabbiani in occasione della
sua prima personale che accreditano la sua fama di artista stimato;
risultano maggiormente apprezzati proprio i ritratti femminili e
il quadro in questione, in particolare: la “simpatica
A capa Nenna” (F.P. Diodati, pittore), “La Capa Nenna, ...capolavoro ed un capolavoro
della possente arte meridionale” (sig.ra C. Di Giacomo- Gallozzi),
“G. Gabbiani un autentico
maestro della scuola pittorica napoletana” (Libero Bovio) e
a chiusura della mostra Gustavo
di Giacomo scriverà: ”...
tutti gli artisti ed i napoletani ricorderanno sempre la visione
degli occhi pensosi di A capa nenna e il fascino che emana da questo
magnifico vostro quadro, nel quale la divina vostra Napoli vive,
canta e palpita! Il suggestivo pezzo d’arte bene ha meritato le
medaglie d’oro e d’argento dei Governi e il posto di onore in Gallerie
d’Arte moderna, poichè esso è il compendio trionfatore della Vostra
forza di disegno e di colore - che è peculiare virtù dei maestri
meridionali tra i quali Voi, pur solitario, pensoso e modestissimo
conservate un alto posto...”. *
*cfr. Echi e Commenti, pp. 102-103
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