Scheda 12

A/NA CAPA NENNA,

RITRATTO FEMMINILE, POPOLANA NAPOLETANA,  1897/98

 

OLIO SU TELA

·       cm 53 x 44

·       stato di conservazione buono

·       firmato: G. Gabbiani  ( corsivo a pennello, angolo inferiore sinistro)

iscrizioni sul retro su due cartellini:

GALLERIA CORONA / NAPOLI / 1 MOSTRA D’ARTE / NAPOLETANA /

N. 80 / ARTISTA G. GABBIANO / OPERA NA CAPA NENNA (stampa a  inchiostro)

U.S. / CUSTOMS / SERIAL 598 / CASE 6 (stampa a inchiostro)

sigilli di ceralacca  sul retro recanti le SIGLE DI GIUSEPPE GABBIANI

·       N.C.S. 16/00103891;

·       F.N. SBAAAS BA 139507/D

·       N. I. M /S :1440 ( 167 Gabb.)

 

BIBLIOG./ PUBBL./ESPOS. :

Pinacoteca Comunale, catalogo 1932 ;

Echi e Commenti (illustrazione)

St. Luis 1904 - Esposizione Universale;

Bruxelles (Salon di) 1907- Medaglia d’oro;

Napoli, 1/15 Marzo 1915 - I Mostra d’ Arte Napoletana, Galleria Corona, 80


Nell’olio è raffigurata frontalmente una giovane donna con i voluminosi capelli bruni raccolti a chinion sulla sommità del capo, trattenuti da un fermaglio gioiello in brillanti, a forma di corona; il viso ovale e paffuto, ornato da orecchini a cerchio con pendenti, è inclinato alla sua destra in un atteggiamento dolce e familiare, le spalle sono avvolte in ricco scialle giallo paglierino da cui si scorge una collana a grani tondi di grandi dimensioni.

La modista, chiamata da lui “Musette” e sua modella preferita, è qui raffigurata nel dipinto forse più apprezzato dai contemporanei del Gabbiani, il più noto di una serie di ritratti in cui la giovane donna assume trasformazioni diverse: personificherà se stessa in déshabillé in Dolce abbandono (S. N. 11), sarà informale in A cchiù bella nenna ‘e Piedigrotta (S.N.16), eccentricamente abbigliata in Nenna (S.N.15), travestita da sciantosa in Sempe Nannina so! (S.N. 13).

Lo stile dell’olio è più personale che nei ritratti precedentemente presi in esame e si avvicina, specie nella trattazione del fondo verde, ai dipinti di tema paesaggistico raffiguranti diversi spunti tratti dalla zona di Torre del Greco, dove il pittore Gabbiani soggiornava per buona parte dell’anno (risiedeva a Napoli dal 1 dicembre al 31 luglio e a Barletta dal 1 agosto al 30 novembre).

Si tratta di un dipinto certamente più meditato: quell’inclinazione del capo, che si apprezza in altre rappresentazioni spesso forzata, è nell’olio in questione più equilibrata, più naturale, così come la modulazione dei toni, privi di contrasti netti o troppo spenti, spesso dovuti all’eccessiva mescolanza dei colori.

La qualità dell’opera perciò convalida il successo che questa ottenne nell’ambito dei gusti più commerciali quali erano quelli dei frequentatori della Galleria Colonna o delle Esposizioni Universali, dove spesso ad ottenere meriti erano le opere in cui era più facile riconoscersi o che stilisticamente non uscivano da schemi già rodati; successo di pubblico confermato dal contemporaneo negoziante d’arte Luigi Lamberti, come riportato in “Echi e Commenti”, che affermerà: “Il risultato della vendita delle vostre belle opere attesta la vostra indiscussa valentia”.

E davvero numerose furono le testimonianze di affetto espresse nei telegrammi e lettere ricevute dal Gabbiani in occasione della sua prima personale che accreditano la sua fama di artista stimato; risultano maggiormente apprezzati proprio i ritratti femminili e il quadro in questione, in particolare: la “simpatica A capa Nenna” (F.P. Diodati, pittore), “La Capa Nenna, ...capolavoro ed un capolavoro della possente arte meridionale” (sig.ra C. Di Giacomo- Gallozzi), “G. Gabbiani un autentico maestro della scuola pittorica napoletana” (Libero Bovio) e a chiusura della mostra  Gustavo di Giacomo scriverà: ”... tutti gli artisti ed i napoletani ricorderanno sempre la visione degli occhi pensosi di A capa nenna e il fascino che emana da questo magnifico vostro quadro, nel quale la divina vostra Napoli vive, canta e palpita! Il suggestivo pezzo d’arte bene ha meritato le medaglie d’oro e d’argento dei Governi e il posto di onore in Gallerie d’Arte moderna, poichè esso è il compendio trionfatore della Vostra forza di disegno e di colore - che è peculiare virtù dei maestri meridionali tra i quali Voi, pur solitario, pensoso e modestissimo conservate un alto posto...”. *

*cfr. Echi e Commenti, pp. 102-103