Scheda 13

RITRATTO DELLA CHANTEUSE

“SEMPE NANNINA SO’“, 1898

 PASTELLO SU CARTA

cm 53 x 43
stato di conservazione buono
firmato sul retro: G. Gabbiani dal vero / Napoli 1898  ( corsivo a matita)
iscrizioni sul retro: GALLERIA / CORONA / 161
(stampa a inchiostro, stampatello corsivo, sul cartellino)
N.C.S. 16/00104515;
F.N. SBAAAS BA 139508/D
N. I. M /S :1438 (165 Gabb.)

BIBLIOG./ PUBBL. :

Pinacoteca Comunale, catalogo 1932  35;
Echi e Commenti (illustrazione)


E’ ritratta di fronte una giovane donna dai capelli castani raccolti in alto e fermati nel mezzo da un fermaglio tempestato di brillanti. La testa è leggermente inclinata verso la spalla destra, ovale ed in carne, lo sguardo è dolce, luccicante, le labbra carnose.

Indossa un abito marrone dall’ampia scollatura rotonda ornata da pizzo della stessa tinta, asimmetrico: la spalla destra è coperta da uno scialle cucito all’abito; sulla spalla sinistra è annodata l’altra spallina, il nastro attraversa un passante di osso rotondo. Il collo e i lobi delle orecchie sono ornati da perle.

 

- “La sempe Nannina so...”, quella giovane modista, o meglio quel bocciolo di rosa che un dì scovai nel quartiere di S Giuseppe; e, nel quadro la trasformai in canzonettista, sol per essere fedele allo spirito della geniale canzonetta “A sciantosa”, scritta musicata ed illustrata nell’anno 1898, dai miei compianti amici, il Capurro, il Gambardella e lo Scoppetta.

L’”Azzeccusella” (proprietà di S. M. il Re Vittorio Emanuele III) venne eseguita con la stessa modella. -

Sono le parole espresse dallo stesso autore Gabbiani negli “Echi e Commenti” alla Mostra personale tenutasi presso la Galleria Corona nel dicembre 1925.

Il pastello ritrae infatti l’amata modella soprannominata Musette, nei dipinti meglio conosciuta col vezzeggiativo di Nenna, la modista che spesso si prestava a trasformazioni da cui traeva ispirazione il pittore (SS.N. 11/12/14/15/16).

La giovane, che indossa un abito da sera originale ed eccentrico, è qui raffigurata con la tecnica del pastello in maniera amabile, nella trattazione del volto e del vestito, ma soprattutto nella dolcezza dello sguardo reso profondo e luminoso con le iridi schiarite come investite da un flash.

Tuttavia, sebbene l’artista abbia cercato di creare continuità tra la figura e il fondo, scegliendo variazioni di toni della stessa tinta base, è riscontrabile una certa discontinuità specie intorno alla capigliatura e una evidente durezza nel delineare la spalla destra; sempre molto curati invece i particolari dell’incarnato, i cui toni rosei sono trattati egregiamente come le frivolezze degli ornamenti dell’abito alla moda, elemento fondamentale per distinguere questo insolito ritratto dagli altri raffiguranti la stessa modella, “Nenna”, “A capa Nenna”, “A cchiù bella Nenna ‘e Pierirotta”, “Dolce abbandono” e l’Azzeccusella, opera illustrata in “Echi e Commenti”.

 

*cfr. Echi e Commenti, p. 15.