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Scheda 18 |
E’ raffigurata frontalmente una
donna dal volto ovale e lungo, a mezzobusto. I capelli sporgono disordinati
da un fazzoletto rosso annodato dietro la nuca; indossa un abito grigio
con le maniche a sbuffo e uno scialle chiuso sul petto. Lo sguardo è basso, intento a vegliare
sul sonno del neonato che culla tra le braccia, e che si scorge in basso
a destra dell’opera. Tipico tema popolareggiante quello
del sonno del neonato tra le braccia della mamma, ancor di più se si tratta
di una figura umile e modesta come una contadina o una zingara. Distingue le due opere raffiguranti
la medesima protagonista (cfr. S. N. 17) la tecnica usata: l’olio nella prima, il pastello in questa.
Proprio l’uso del pastello rende
la materia ancora più leggera, i segni più vivaci e amalgamati ta loro;
la figura del piccolo, resa quasi come un’apparizione, si sfalda nell’angolo
in basso e nella logica della composizione diviene ancora una volta pretesto
per favorire la rappresentazione di uno stato d’animo, quello della madre,
tutto concentrato negli occhi bassi e le labbra socchiuse da cui pare
uscire flebile una ninnananna. Il sentimento reale espresso con
la presa deal vero è marchio di buona fede dell’autore, benché il condensato
romantico e popolareggiante bene si sposava con il gusto più commerciale
corrente, finanche nel primo ‘900, come dimostra la presenza dell’opera
all’Esposizione Internazionale di BB. AA. di Roma del 1908. |