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Scheda 20 |
E’ raffigurata, a figura intera e frontalmente, una giovane
donna in abito scuro intenta nella lettura; ha il gomito destro appoggiato
ad un leggero tavolino a tre piedi, sul quale trovano collocazione un
libro, un ventaglio chiuso e un vaso colmo di pennelli. Alle spalle vi è un paravento, sulle pareti un ritratto femminile
ed una tavolozza. A guidarci nella attribuzione del titolo è il bozzetto (cfr.
S.N. 60), anch’esso presente nella collezione barlettana, sebbene sia
chiaro il soggetto, che il pittore sostiene essere ritratto dal vero.
Tuttavia l’ispirazione gli viene certamente dai numerosi dipinti con immagini
di donne intente nella lettura o in lavori femminili, cari alla migliore
tradizione della pitttura napoletana, primi fra tutti quelli di Gioacchino
Toma*, opere vicine naturalmente
per tema, ma lontane per qualità e originalità. *cfr p. 503 , La pittura
in Italia - L’ottocento, tomo II; * Gioacchino Toma (Galatina/LE, 1836-Napoli,1891). Prima di accostarsi alla pittura di “macchia” abbandonando il tonalismo, anche
il Toma ebbe come partenza una pittura fondata sul disegno e una tavolozza
tradizionale. Ma ne affinerà e
approfondirà la resa sino a giungere ad un’iconografia moderna con un
volontario abbassamento del tono della rappresentazione e un orientamento
verso l’esame diretto ed intimo del dato umano (esemplari della sua vena
intimistica sono i dipinti L’onomastico
della maestra del 1879, Il romanzo
nel chiostro, esposto nel 1888, La madre di latte del 1874) a cui
si accompagnerà la predilezione per gli interni indagati prospetticamente
e una scelta essenziale degli elementi d’arredo accompagnati dall’attenzione
al dato luministico inteso come luce tonale generata all’interno del quadro
stesso, come nella Luisa Sanfelice
in carcere (esposta alla “Promostrice” del 1874, insieme alle altre
tre vesioni, tutte alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma). |