Scheda 20

FIGURA DI DONNA CHE LEGGE - NELLO STUDIO, 1899

 

OLIO SU TELA

·       cm 49 x 35

·       stato di conservazione discreto: craquelure

·       iscrizioni sul retro: G. Gabbiani dal vero / Dip. 1899  ( corsivo a matita)

·       N.C.S. 16/00104489;

·       F.N. SBAAAS BA 140105/D

·       N. I. M /S :1444 ( 171 Gabb.)

 

E’ raffigurata, a figura intera e frontalmente, una giovane donna in abito scuro intenta nella lettura; ha il gomito destro appoggiato ad un leggero tavolino a tre piedi, sul quale trovano collocazione un libro, un ventaglio chiuso e un vaso colmo di pennelli.

Alle spalle vi è un paravento, sulle pareti un ritratto femminile ed una tavolozza.

 

A guidarci nella attribuzione del titolo è il bozzetto (cfr. S.N. 60), anch’esso presente nella collezione barlettana, sebbene sia chiaro il soggetto, che il pittore sostiene essere ritratto dal vero. Tuttavia l’ispirazione gli viene certamente dai numerosi dipinti con immagini di donne intente nella lettura o in lavori femminili, cari alla migliore tradizione della pitttura napoletana, primi fra tutti quelli di Gioacchino Toma*,  opere vicine naturalmente per tema, ma lontane per qualità e originalità.

 

 

*cfr p. 503 , La pittura in Italia - L’ottocento, tomo II;

 

* Gioacchino Toma (Galatina/LE, 1836-Napoli,1891).

Prima di accostarsi alla pittura di “macchia”  abbandonando il tonalismo, anche il Toma ebbe come partenza una pittura fondata sul disegno e una tavolozza tradizionale. Ma ne affinerà  e approfondirà la resa sino a giungere ad un’iconografia moderna con un volontario abbassamento del tono della rappresentazione e un orientamento verso l’esame diretto ed intimo del dato umano (esemplari della sua vena intimistica sono i dipinti L’onomastico della maestra del 1879, Il romanzo nel chiostro, esposto nel 1888, La madre di latte del 1874) a cui si accompagnerà la predilezione per gli interni indagati prospetticamente e una scelta essenziale degli elementi d’arredo accompagnati dall’attenzione al dato luministico inteso come luce tonale generata all’interno del quadro stesso, come nella Luisa Sanfelice in carcere (esposta alla “Promostrice” del 1874, insieme alle altre tre vesioni, tutte alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma).