Scheda 21

VEDUTA DALL’ESTERNO DELLA  ZONA SUPERIORE
DELLA CATTEDRALE DI BARLETTA, 1882

OLIO SU TELA
·       cm 28 x 17
·       stato di conservazione buono
·       firmato: Gabbiani (corsivo a pennello color ocra, in basso a sinistra della tela)
iscrizioni sul retro: Gabbiani dip.se il 1882 (corsivo ad inchiostro)

·       N.C.S. 16/00104518;
·       F.N. SBAAAS BA 140134/D
·       N. I. M /S :1468 (196 Gabb.)

BIBLIOG./ PUBBL. :

Atto di donazione del 17 gennaio del 1928 (10, Cattedrale di Barletta)


 

L’olio raffigura la torre campanaria e la parte superiore della facciata della cattedrale di Barletta.

Nel dipinto si apprezza fortunatamente l’elegante rosone, impreziosito da ornamenti scultorei superiormente e lateralmente; sono abbozzati i leoni, le lesene superiori e le bifore del campanile, al cui interno sono ben evidenziate tre coppie di campane; sulla destra si scorgono due archi contigui alla parete absidale e la parete laterale segnata da lesene, rischiarata dai raggi del sole.

Il cielo, rotto dal volo di tre gabbiani, è leggermente  segnato da striature bianche.

L’inquadratura dal basso pone in primo piano l’angolo di un palazzo ottocentsco, alle cui spalle si intravede una terrazza con panni stesi e un uomo affacciato.

 

Il cielo chiaro della terra pugliese sebbene segnato da bianche nuvole di passaggio appare in tutta la sua luminosità; la luce tersa e pulita utile a definire nettamente i contorni, fa di quest’olio un perfetta istantanea, pulita luminosa ed essenziale, di uno scorcio della vecchia Barletta: la cattedrale, punto cruciale del centro storico della città, della tradizione religiosa, in cui ogni anno una processione conduce dal Santuario fuori porta la Patrona della città, la Madonna dello Sterpeto.

Memoria storica di una fabbrica ricca di architettura raffinata tra il gotico e il romanico, con le sue decorazioni di grottesche. Bombardata dagli austriaci il 25 maggio del 1915, e rimasta illesa, come riportato dall’autore nell’atto della propria donazione, fu eretta nel cuore della cittadina primitiva, in prossimità del molo e del castello in una zona elevata rispetto al porto. La costruzione è costituita da un impianto originario del XII sec, caratteristico delle cattedrali di terra di Bari, a tre navate con finto matroneo e copertura a tetto; mentre l’abside a pianta poligonale con cappelle radiali, risente dello stile gotico dovuto probabilmente all’intervento di maestri provenzali.

Osservando attualmente la facciata si possono ammirare i due portali laterali originali, mentre quello centrale è un rifacimento rinascimentale.

L’imponente ed elegante rosone centrale, oggi momentaneamente asportato per motivi di restauro, sia gli altri ornamenti scultorei, nell’olio del Gabbiani sono descritti minuziosamente e con amore da barlettano.

E apprezziamo inoltre quel gusto originale e naif nel descrivere quei panni svolazzanti, i gabbiani liberi nel cielo e quell’omino la cui figura è semplificata all’estremo, originale rispetto all’insegnamento ortodosso che il pittore aveva ricevuto dal maestro Giovanni Battista Calò. *

 

        * a proposito del pittore G. B. Calò, cfr. S. N. 1