Scheda 22

MARGHERITA DI SAVOIA, SALINE DI BARLETTA,

BACINI DEL SALE A MARGHERITA DI SAVOIA, 1883

OLIO SU TELA

·       cm 16,5 x 29

·       stato di conservazione buono

·       iscrizioni sul retro: Bozzetto del quadro esistente nella Villa Margherita /

Roma / G. Gabbiani (corsivo a matita)

·       N.C.S. 16/00103957;

·       F.N. SBAAAS BA 139573/D

·       N. I. M /S :1456 (183 Gabb.)

 

BIBLIOG./ PUBBL. :

Pinacoteca Comunale, catalogo 1932 - 36

Roma 10 Marzo 1886 - Esposizione di BB.AA.

 


 

Lo spazio è diviso nettamente in due parti da una lunga serie di piccole costruzioni: in alto il cielo terso, in basso due grandi bacini di acqua marina stagnante dal caratteristico colore violaceo, separati da un lembo di terra, che si allarga verso il basso, rotto da cespugli di vegetazione selvaggia tra i quali passeggia un cacciatore con il fucile in posizione di riposo. 

L’originale Paese Margherita di Savoia, oggi a Roma nelle Gallerie del Quirinale, donata dal pittore alla regina Margherita in onore della quale la località era stata ribattezzata nel 1879, rappresenta una rarità nell’iconografia del paesaggismo pugliese; anche il De Nittis si era cimentato in un tema analogo in un piccolo dipinto dei primi anni sessanta, dedicato al fratello Carlo, ritraendo però l’aspetto realistico dei grandi mucchi prismatici di sale ai bordi della strada, e non soffermandosi sui delicati effetti di luce dei bacini salanti come farà una ventina di anni dopo il Gabbiani. 

Probabilmente proprio per l’originalità del tema e la resa efficace fu una delle opere paesaggistiche del Gabbiani a riscuotere maggior successo presso i contemporanei: presentata all’Esposizione di Belle Arti di Roma del 10 Marzo 1886 insieme al ritratto di Vittorio Emanuele II, guadagnò finanche gli encomi del Re Umberto.

Sebbene si tratti di un bozzetto, mostra di per sè una sua valenza: in effetti la composizione è gradevole per la pulizia con cui è realizzata, vicina ai dipinti giovanili del De Nittis e, per impostazione dello spazio, alla prima tradizione macchiaiola.

Abile nel cogliere quel colore cangiante del sale che pian piano affiora dai bacini dà vita a tonalità che variano dal violetto al’indaco, al vinaccia, al carminio, con i colori usati puri, che restano perciò puliti e luminosi, caratteristica di cui sono privi i primi ritratti ad olio del pittore.