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Scheda 22 |
Lo spazio è diviso nettamente in due parti da una lunga serie
di piccole costruzioni: in alto il cielo terso, in basso due grandi bacini
di acqua marina stagnante dal caratteristico colore violaceo, separati
da un lembo di terra, che si allarga verso il basso, rotto da cespugli
di vegetazione selvaggia tra i quali passeggia un cacciatore con il fucile
in posizione di riposo. L’originale Paese Margherita
di Savoia, oggi a Roma nelle Gallerie del Quirinale, donata dal pittore
alla regina Margherita in onore della quale la località era stata ribattezzata
nel 1879, rappresenta una rarità nell’iconografia del paesaggismo pugliese;
anche il De Nittis si era cimentato in un tema analogo in un piccolo dipinto
dei primi anni sessanta, dedicato al fratello Carlo, ritraendo però l’aspetto
realistico dei grandi mucchi prismatici di sale ai bordi della strada,
e non soffermandosi sui delicati effetti di luce dei bacini salanti come
farà una ventina di anni dopo il Gabbiani. Probabilmente proprio per l’originalità del tema e la resa
efficace fu una delle opere paesaggistiche del Gabbiani a riscuotere maggior
successo presso i contemporanei: presentata all’Esposizione di Belle Arti
di Roma del 10 Marzo 1886 insieme al ritratto di Vittorio Emanuele II,
guadagnò finanche gli encomi del Re Umberto. Sebbene si tratti di un bozzetto, mostra di per sè una sua
valenza: in effetti la composizione è gradevole per la pulizia con cui
è realizzata, vicina ai dipinti giovanili del De Nittis e, per impostazione
dello spazio, alla prima tradizione macchiaiola. Abile nel cogliere quel colore cangiante del sale che pian
piano affiora dai bacini dà vita a tonalità che variano dal violetto al’indaco,
al vinaccia, al carminio, con i colori usati puri, che restano perciò
puliti e luminosi, caratteristica di cui sono privi i primi ritratti ad
olio del pittore. |