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Scheda 27 |
Paesaggio campestre: in primo piano una piccola valle con
fiori selvatici, papaveri e margherite gialle; si riconoscono un contadino
con un cavallo che pascola mentre una contadina di spalle si allontana.
Sul fondo una grande masseria divisa nei due corpi: giallo quello patronale,
bianco quello di servizio e il muro di cinta. L’olio si inserisce nella serie dei temi campestri svolti
dall’autore preferibilmente a matita: il suo gusto minuzioso e descrittivo
lo portava a ritrarre spesso estemporaneamente e dal vero spunti tratti
dal paesaggio offerto dalle sue proprietà terriere (a Barletta possedeva
un villino in via Madonna della Croce): Nell’aia (1882, S.N. 68), Mezzana o Bosco Colucci (1882,
S.N. 67), sino alle rappresentazioni degli animali che vi si allevavano,
realizzati alla fine degli anni ‘80, come Il mio bue Cavaliere (1889, S.N.
70),
I miei buoi Cavaliere, Tuppo rosso signorino e Verga d’oro
(1890, S.N. 71), Montoni (S.N.
72). La stesura dell’olio è più immediata e corposa rispetto alle
marine dei primi anni ‘80, così come le pennellate, incrociate, sono più
robuste rispetto all’opera Il lago di Andria (S.N. 26). I verdi
decisi, “veristici”, aprono allo stile delle numerose opere del ciclo di Torre del Greco, in cui i pretesti offerti dalla vegetazione
variegata e dall’eruzione del Vesuvio gli fornirono materia per sperimentare
uno stile più convinto e personale. |