Scheda 32

ERUZIONE NELL’ATRIO DEL CAVALLO, 1891
ERUZIONE DEL VESUVIO,

OLIO SU PERGAMENA
·       diametro cm 18,5 (formato circolare)
·       stato di conservazione mediocre: crettature;
    cadute di pellicola pittorica, più evidenti  in alto, a destra, al centro e in basso
·       iscrizione sul retro: Notte fra / il 15 e 16 luglio / dell’anno 1891.
    Impressione dal / vero. G. Gabbiani / Eruzione nell’Atrio del Cavallo / 1891

    (corsivo a matita)

·       N.C.S. 16/00104516;
·       F.N. SBAAAS BA 140132/D
·       N. I. M /S : x ( 246 Gabb.)


Opera circolare: sono raffigurate le sagome dei monti in lontananza, l’eruzione del Vesuvio in primo piano, con le colate laviche lungo le pendici del monte e le esplosioni che illuminano in diversi punti il fiume di lava già inerte.
La prima impressione positiva nell’osservare l’olio è la scelta del formato circolare, del tutto nuovo per il pittore; la seconda è  la giusta risoluzione dello spazio e l’equilibrio che ne deriva: in alto il cielo rischiarato, quindi le sagome grigie dei monti, il fuoco ardente, la cenere cupa.

All’accostamento ricco di contrasti di colore, corrisponde la diversa lavorazione delle varie zone del dipinto: veloci, larghe e immediate, le pennellate del cielo date violente e oblique verso il basso, “a pioggia”; orizzontali a defininire la montagna; svirgolettature e puntini a tracciare la colata lavica; trattazione a volute circolari nei bruni e neri  nella parte bassa dell’opera.

Il gusto coloristico che tende ad opporre azzurri e grigi a toni aranciati e gialli, esaltati dal contrasto con il nero della lava, nonché il formato insolito, rasentano l’astrattismo portando il tema dell’eruzione ad essere solo lo spunto per una delle opere migliori del Gabbiani, piccolissimo gioiello (il diametro è di soli 18,5 mm) nella mediocrità di buona parte della sua produzione.