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Scheda 36 |
Sotto un cielo terso, sono raffigurati due pescherecci a
riposo sulla terraferma, mentre un veliero si allontana dalla riva; in
fondo si riconoscono le sagome della costa rocciosa. Vi è un ritorno alle marine, tema dei dipinti paesaggistici
del primo periodo di attività; nel 1891 sono quelle napoletane ad essere
raffigurate, come era avvenuto nello stesso periodo per l’amico e pittore
Dalbono (v. La spiaggia di Mergellina
da Posillipo, Marina di Mergellina, Barca da pesca, Notte a Posillipo,
Pescatore di vongole). Ritorna Torre del Greco, in cui però l’interesse viene incentrato
sul particolare, mentre il connotato paesaggistico perde importanza, cedendo
il posto ad una pittura che lo accenna, rendendolo motivo di colore per
una pittura tonale. L’opera non è firmata, il che può far presumere si tratti
di un bozzetto o un’opera incompleta: infatti sebbene la pittura del Gabbiani
sia divenuta più fresca e sommaria in senso positivo, ad essa male si
sposa la ricercatezza dell’elemento bozzettistico del pescatore che ripone
le vele all’interno della barca seminascosta e che, sebbene sia accennato
con pochi tocchi di pennello questi appaiono sapienti ed efficaci. Non possiamo affermare altrimenti per la raffigurazione del
peschereccio al largo che appare sì senza volume, ma lontano da quella
pittura sintetica e piatta ma consapevole che apprezziamo nel contemporaneo
ciclo di castel dell’Ovo. |