Nell’olio
è raffigurato il sole calante di un arancio intenso che si riflette sul
mare.
In
primo piano ed in controluce la sagoma del tetto e del campanile di una
chiesa.
I
viaggi a Venezia e le suggestioni che questa romantica città offriva ai
pennelli italiani ed esteri, colpisce anche Gabbiani, mentre l’amico Eduardo
Dalbono ne era gia rimasto affascinato durante i viaggi che spesso compiva
per la Francia scegliendo il Veneto e Venezia dai primi anni ottanta come
uno dei suoi soggetti pittoreschi*.
L’olio
Tramonto a Venezia del Gabbiani è probabilmente un bozzetto per un’opera
finita, poichè il pittore utilizza un cartoncino come base per dipingere.
Nonostante
ciò, è lecito considerarlo come uno dei paesaggi più suggestivi del pittore:
risolve del tutto l’equilibrio tonale che si era prefisso di raggiungere
nelle precedenti opere napoletane; il grigio dominante del paesaggio autunnale
col suo degradare dal bianco cangiante all’indaco, sino al grigio cupo
e bruno delle sagome degli edifici, è qui riscaldato efficacemente dalla
scelta della luce vespertina, accesa dal contrasto dei complementari come
l’arancio intenso e il violetto. Si
accende al centro del dipinto un neon
perfettamente rotondo, dando vita ad una pittura che partendo dal particolare,
puro pretesto, pare incosciamente affacciarsi all’astratto o per lo meno
alla rappresentazione della pura sensazione, all’emozione del momento.
*.Eduardo
Dalbono nel 1881 aveva presentato alla “Promotrice napoletana” Campanile di S. Zeno a Verona accanto ad uno studio di
nuvole e pioggia; successivamente rappresenterà numerose suggestioni veneziane
in opere come Venezia da mare, Piazza
S. Marco a Venezia, Venezia.
cfr. L’arte in Italia, l’ottocento, tomo II,
electa, MI, 1991 – P. 783
Artisti Napoletani viventi.
Tip. Melfi e Joele, Napoli, 1916
– p. 180