|
Scheda 38 |
E’ raffigurata una marina immersa in un’atmosfera
grigia; in lontananza, un isolotto con un faro; sulla sinistra un lembo
di terra su cui sorge una chesa con campanile circondata da vegetazione;
al centro, una barca ritratta con la prua rivolta verso la riva si lascia
trasportare dalla corrente mentre una seconda è raffigurata lateralmente
a riposo. Come l’amico Dalbono tra gli anni ‘80 e ‘90*, anche
il Gabbiani non riesce a sottrarsi al fascino di Venezia. La magia di questo dipinto, essenziale nella forma,
poetico nella scelta di raffigurare il paesaggio lagunare immerso nell’atmosfera
grigia di una giornata di novembre, ci mostra un artista che ha ormai
raggiunto l’equilibrio nella definizione degli spazi, più volte ricercato
nelle opere di castel dell’Ovo, in cui si era anche cimentato nella rappresentazione
della stessa veduta in diverse condizioni atmosferiche senza però raggiungere
soluzioni eccelse. Anche qui Il tono grigio è dominante, ma sapientemente
riscaldato da lievi pennellate di ocra gialla e rossa, negli elementi
riflessi sull’acqua stantia della laguna. L’opera, sebbene sintetica, non rinuncia al particolare
che diviene bozzettistico, com’è nella tradizione dello stile del pittore:
descrive la chiesa di S. Lazzaro, rappresentata negli elementi architettonici
e decorativi del campanile, del corpo centrale e delle costruzioni adiacenti
circondate dal verde; così come il particolare del pescatore che poggia,
direzionando il timone in modo da porre la barca in una situazione di
stallo. *cfr. S.N. 37 |