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E’ raffigurato a tre quarti e a mezzobusto
un uomo di mezza età con gli occhi chiari, i capelli brizzolati
e dei folti baffi; indossa un soprabito ed una camicia bianca stretta
al collo da un papillon morbido.
Da lui, uomo colto ed eclettico, il pittore ereditò l’amore per
la lirica, poichè fin da piccolo fu condotto a teatro, ma soprattutto
per l’arte ed il collezionismo.
Nei suoi scritti ricorda di suo padre soprattutto la passione nel
raccogliere incisioni a colori e in bianco e nero di illustratori
francesi esposte poi nella galleria e nello studio della propria
abitazione, ritraenti le battaglie di Napoleone Bonaparte, di Crimea
del 1855 e quelle del 1859 e collocate con “ammirevole gusto artistico”,
le stesse esposte a Parigi nel Museo dell’Armata agli Invalidi (Des
Invalides), che il figlio Giuseppe ha poi riunito nella collezione
donata al Museo di Barletta.
E’ un ritratto a pastello monocromo caldo e sentito, ben impostato
nei passaggi tonali e nelle lumeggiature efficaci del volto di cui
esalta lo sguardo, dei baffi e capelli delicatamente resi canuti
da sottili segni bianchi quasi a voler sottolineare l’età matura,
nel corpo e nell’esperienza, della figura paterna.
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