Scheda 48

RITRATTO DI VITTORIO EMANUELE II, 1884/86                       

 

PASTELLO MONOCROMO LUMEGGIATO SU CARTA

·       cm 20 x 16

·       stato di conservazione buono

·       firmato: G. Gabbiani (pastello nero, margine laterale destro)

·       G. Gabbiani (corsivo a matita, margine inf. destro del passepartout)

·       N.C.S. 16/00103935;

·       F.N. SBAAAS BA 139551/D

·       N. I. M /S : (268 Gabb.)

 

BIBLIOG./ PUBBL. /ESP. :

Pinacoteca Comunale, catalogo 1932 (?) 43

Roma l 10 Marzo 1886 - Esposizione di Belle A rti  

 

 


E’ raffigurato frontalmente l’anziano Re Vittorio Emanuele II.

 

Ritratto del Re Vittorio Emanuele II di Savoia*, realizzato tra il 1884 e l’’86, come si deduce dalle notizie bibliografiche desunte dagli scritti di “Echi e Commenti”, poiché il pastello fu esposto con l’originale dell’olio Margherita di Savoia già Saline di Barletta, allora nella Villa Margherita residenza della regina madre, oggi nelle sale del Quirinale, realizzato nel 1884 e presentato, insieme al ritratto in questione, all’Esposizione di Belle Arti di Roma  dove, come riferisce il pittore, ricevette gli encomi del re UmbertoI.

Si tratta di un piccolissimo ritratto ma minuzioso nei particolari, specie nei memorabili baffi e nel lungo pizzetto.

Al contrario del ritratto di Re Umberto I (S.N. 43), non sono evidenziate decorazioni ufficiali, quasi a voler sottolineare il carattere informale del pastello che mira a sottolineare l’indole austera del sovramo, ritratto privo delle sue cariche di stato.

  *Vittorio Emanuele II di Savoia (Torino 1820-78) Figlio di Carlo Alberto e Maria Teresa Asburgo-Lorena. L’educazione ricevuta lo rese avverso alle idee liberalizzanti che dopo l’elezione di Pio IX cominciarono a manifestarsi, sicché nel ‘48 si dichiarò contrario alla Costituzione concessa dal Papa. L’abdicazione del 48 di Carlo Alberto lo portò al trono.

Dominò tutta la storia risorgimentale, svolgendo una politica avventurosa e personale.

Il suo merito fu di aver capito che la causa della dinastia sabauda era legata a quella italiana. Per il suo carattere fermo si attirò le simpatie della borghesia e dopo il ‘70 si lasciò sempre più guidare dai suoi ministri manifestando simpatie verso la destra.

Verso il 1876 accettò i risultati della “rivoluzione parlamentare “ che portò al potere la sinistra.

La sua scomparsa nel ‘78 parve segnare la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra.