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E’ raffigurato frontalmente l’anziano Re Vittorio
Emanuele II.
Ritratto del Re Vittorio Emanuele II di Savoia*, realizzato
tra il 1884 e l’’86, come si deduce dalle notizie bibliografiche
desunte dagli scritti di “Echi e Commenti”, poiché il pastello fu
esposto con l’originale dell’olio Margherita di Savoia già Saline di Barletta, allora nella
Villa Margherita residenza della regina madre, oggi nelle sale del
Quirinale, realizzato nel 1884 e presentato, insieme al ritratto
in questione, all’Esposizione di Belle Arti di Roma dove, come riferisce il pittore,
ricevette gli encomi del re UmbertoI.
Si tratta di un piccolissimo ritratto ma minuzioso
nei particolari, specie nei memorabili baffi e nel lungo pizzetto.
Al contrario del ritratto di Re Umberto I (S.N. 43),
non sono evidenziate decorazioni ufficiali, quasi a voler sottolineare
il carattere informale del pastello che mira a sottolineare l’indole
austera del sovramo, ritratto privo delle sue cariche di stato.
*Vittorio Emanuele II di Savoia (Torino
1820-78) Figlio di Carlo Alberto e Maria Teresa Asburgo-Lorena.
L’educazione ricevuta lo rese avverso alle idee liberalizzanti
che dopo l’elezione di Pio IX cominciarono a manifestarsi, sicché
nel ‘48 si dichiarò contrario alla Costituzione concessa dal Papa.
L’abdicazione del 48 di Carlo Alberto lo portò al trono.
Dominò tutta la storia risorgimentale, svolgendo una
politica avventurosa e personale.
Il suo merito fu di aver capito che la causa della
dinastia sabauda era legata a quella italiana. Per il suo carattere
fermo si attirò le simpatie della borghesia e dopo il ‘70 si lasciò
sempre più guidare dai suoi ministri manifestando simpatie verso
la destra.
Verso il 1876 accettò i risultati della “rivoluzione
parlamentare “ che portò al potere la sinistra.
La sua scomparsa nel ‘78 parve segnare la fine di
un’epoca e l’inizio di un’altra.
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