Scheda 53

AUTORITRATTO DEL PITTORE GABBIANI, 1899                             

 

 

MATITA  SU CARTONCINO

·       cm 12 x 7,3

·       stato di conservazione discreto: lacerazioni

·       firmato: Autoritratto / del pittore Gabbiani / Torino anno / 1899

(corsivo a matita, in basso a sinistra al margine del ritratto)

·       N.C.S. 16/00103956;

·       F.N. SBAAAS BA 139572/D

·       N. I. M /S : 1447 (147 Gabb.)

 

BIBLIOG./ PUBBL. :

Pinacoteca Comunale, catalogo 1932,  35

 


 

E’ raffigurato, con rapidi e confusi segni, un uomo di mezza età con lunghi baffi, seduto col braccio sinistro poggiato al margine di un tavolo.

 

Giuseppe Gabbiani scrive nel 1925: “per i giovani faccio conoscere che oltre i savi insegnamenti dei miei Maestri (n.d.r. Giambattista Calò e Salvatore Postiglione) mi furono di grande giovamento i coscenziosi studi dal vero, i non pochi viaggi e la lettura; e particolarmente, le riflessive visite alle Esposizioni, Pinacoteche, Musei e Chiese; come pure l’amicizia con grandi artisti. Forse per questo, e pel mio rigido carattere, con l’aiuto di Dio, la mia onesta pittura, per quanto modesta, non ha somiglianza alcuna con quella degli altri!!” *

Ebbene questo autoritratto dal segno efficace, moderno, sebbene mostri delle incertezze, realizzato a cavallo tra i due secoli e a Torino, patria delle Esposizioni Nazionali, non può che essere la dimostrazione dell’eclettismo stilistico di Giuseppe Gabbiani.

L’artista, che ha sempre sfoderato nei suoi dipinti e disegni una mano tradizionale legata agli insegnamenti classici soprattutto nelle opere figurative, grazie alla sua sete di conoscenza, ”ruba“ qua e là lo stile ai suoi contemporanei, si apre al nuovo (forse è azzardato vedere qualche analogia con i ritratti di Boccioni), sperimenta spesso per il piacere di farlo, senza trovare però una via stilistica coerente.

L’autoritratto fatto a quasi quarantanni ne dà l’immagine di un uomo alla moda, proiettato verso il futuro, anche grazie allo stile scarno, al segno violento e sintetico carico di dinamismo, ben lontano dalla staticità degli altri ritratti ufficiali e non.

 

*cfr. p. 143, Echi e Commenti