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E’ ritratta una donna di mezza età di corporatura robusta,
con i capelli raccolti a crocchia, il volto sorridente, intenta
nella lettura di un libro, seduta con le gambe accavallate ad una
sedia; indossa un tailleur
ed una camicetta bianca; accanto è raffigurato un tavolino con
dei fiori e dei libri; nell’angolo si scorge un
busto di gesso e dei quadri appesi alla parete.
E’ il bozzetto dell’opera Fiori graditi, certamente più curato rispetto al disegno Lieta lettura.
Del carboncino si può parlare di un’opera valida per se stessa,
data l’accuratezza con cui sono stati definiti i particolari del
soggetto, l’abito, i tratti del volto e l’espressione, come gli
elementi d’arredo della scena; tutto poi è avvolto in un alone che
rende omogeneo lo spazio alla figura, dove anche i sapienti tocchi
di luce si amalgamano con il tono medio dominante, eliminando ogni
soluzione di continuità tra figura e fondo.
Lo stile caratterizzato da tocchi e tratti leggeri, paralleli e sfumati, avvicina il segno
a quello dei divisionisti italiani, senza tuttavia raggiungere buoni
risultati; sicuramente il Gabbiani come spesso accadeva assorbiva
le novità sperimentandole senza tuttavia venirne del tutto contagiato,
non essendo spinto da nessuna forma di ricerca, bensì dall’amore
puro per la pittura ed il disegno, che ne danno l’immagine di un
artista quasi dilettantistico.
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