Scheda 61

TESTA DI CRISTO, 1879

(particolare tratto da  “CRISTO NELL’ORTO”  

di GIUSEPPE  MANCINELLI)
CARBONCINO SU CARTA                                                                               

cm 46 x 35

stato di conservazione buono

iscrizioni:G. Gabbiani, 1879 / ( da Mancinelli )

(corsivo a matita, in basso a destra del disegno)

N.C.S. 16/00103934;

F.N. SBAAAS BA 139550/D

N. I. M /S : 1618 ( 258 Gabb.)

 

BIBLIOG./ PUBBL. :

Pinacoteca Comunale, catalogo 1932, 43

 

 

 


E’ rappresentato il volto a tre quarti di un Cristo assorto.

 

Il particolare dell’opera Cristo nell’orto, disegno realizzato nel 1872, è testimonianza degli studi classicisti su cui andava formandosi il giovane pittore Giuseppe Gabbiani. La scelta cade perciò, forse spinto dal maestro Calò (cfr. S. N. 1), su un dipinto di tema sacro del pittore classicista Giuseppe Mancinelli.

Naturalmente sarà proprio lo stile pulito, monumentale, carico di sentimentalismo nei gesti e negli atteggiamenti a colpire il Gabbiani che cominciava a dedicarsi alla pittura e specie al ritratto.

Estrapolando dall’originale il volto di Cristo lo raffigurando con estrema cura dei particolari, un segno levigato, un’attenzione meticolosa alle lumeggiature.

 

Giuseppe Mancinelli*. (Napoli, 1813-Palazzolo di Castrocelo/CE, 1875).

Questi, formatosi dapprima a Napoli, venne a Roma nel 1835 in contatto con la scuola di Vincenzo Camuccini, che lo indirizzò allo studio della pittura del Rinascimento e del classicismo seicentesco; contemporaneamente andò accostatondosi a correnti artistiche come quella dei puristi e dei nazareni, preferendo poi ad esse l’eclettismo di stampo neocinquecentesco e carraccesco più congegnale alla sua vena di pittore monumentale.

E proprio con i temi sacri ottenne grande successo, tanto che grazie all’apprezzamento riscosso per il dipinto “San Carlo Borromeo fra gli appestati” eseguito nel 1847 per la chiesa di San Carlo all’Arena a Napoli, venne definito “novello Domenichino”.

Ma dopo il 1860 le trasformazioni avvenute nell’ambiente artistico napoletano determinarono il lento declino del Mancinelli che si dedicò esclusivamente ad una produzione di dipinti sacri e di quadretti di devozione per alcune chiese di Napoli e della provincia.