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Nel disegno sono raffigurati due pescherecci in riparazione
a secco sulla riva; in lontananza il molo con il faro.
Il disegno è datato 1882, ma con una matita di
grana diversa e non di seguito alla firma di pugno del Gabbiani,
che ha voluto legare la datazione ad un’altro disegno dell’’82,
Il levante del molo di Barletta (S.N.
64) di analoghe dimensioni.
Tuttavia si collega anche con una serie di dipinti di poco
successivi, ma di tema analogo: Rada
di Barletta (S.N. 23), del 1884, di cui riprende parte del porto
da un’angolazione opposta, al di là del braccio, ovvero dalla spiaggia
allora chiamata di Calafati, oggi sede della Lega Navale; Il porto primitivo di Barletta, detto Isola (S.N.25) del 1887, a cui
si collega per la memoria storica della vecchia conformazione ed
utilizzo; ad un olio raffigurante una
Marina di Torre del Greco (S.N. 36), del 1891, vicina per stile
narrativo dei gesti e della ricercatezza dei particolari.
Tutto è ritratto meticolosamente malgrado le piccole dimensioni
del disegno: la banchina col faro in lontanza, i due pescherecci
con gli alberi spogli, le vele riposte a mo’ di tenda sulla riva,
le ancore, gli ormeggi, le scotte e le sartie, e poi arnesi di lavoro,
travi e legni e, naturalmente, i piccoli e attivi artigiani intenti
alla riparazione.
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