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Sono raffigurati al centro del foglio, tre montoni, uno accovacciato,
uno al pascolo, un altro di tergo.
Rispetto ai disegni antecedenti, questo potrebbe risalire
al 1893, tramite il confronto con la analoga firma apposta sul disegno
datato raffigurante Castel
dell’Ovo (S.N. 73).
E’ differente inoltre per stile, molto più immediato e dal
segno incisivo, sicuramente influenzato dalle raffigurazioni di
animali di pittori come Francesco Paolo Palizzi (Vasto/CH,1825-Napoli,1871),
specializzato proprio nella rappresentazione delle pecore, di cui
lo stesso Giuseppe De Nittis aveva commentando ironicamente la volontà
di crearsi uno stile verista, proprio riproducendo meticolosamente
stupidi particolari come il vello di una capra nei suoi dipinti
a sfondo paesaggistico in cui era solito inserire una figura di
animale.
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